“Ho incontrato Mattia per la prima volta in terapia intensiva, aveva poco più di due anni. La mamma aveva molta ansia e non se la sentiva di lasciare il suo bambino a nessuno, anche se aveva davvero bisogno di staccare un pochino. È iniziato in questo modo il lungo rapporto di complicità con Mattia e di fiducia con sua mamma: vedendo che il suo bimbo stava con me senza piangere poteva finalmente concedersi un’oretta di pausa per pranzare e prendere una boccata d’aria. Quanta strada fatta con Mattia sul passeggino con pompa-infusore incorporata! L’hospital street, la chiesa e la statua di Papa Giovanni XXIII erano le nostre passeggiate preferite.
Ho nel cuore il ricordo indelebile dei suoi sorrisi, della sua risata e di quando voleva farmi vedere quanto era bravo a lavarsi i denti. Grazie Mattia e grazie alla sua mamma per avermi dato l’opportunità di conoscerli ed essergli utile.”
R.R. volontaria ABIO dal 2015
La discrezione della nostra presenza può tranquillizzare una mamma e conquistare un bambino. Così, con una passeggiata, un gioco e un po’ di tempo libero lasciato ai genitori, possiamo contribuire a spezzare la noia e la tensione delle lunghe giornate passate in ospedale.
Vuoi diventare un volontario ABIO e aiutare i bambini come Mattia? Scopri di più sulla pagina dedicata del nostro sito (qui).
