Il 13 Dicembre 1996, il giorno di Santa Lucia, Nasceva ABIO Bergamo. Questo anno, ogni 13 del mese, abbiamo individuato una parola per raccontarvi di noi.

 

 

13 GENNAIO – AMORE
Cos’è, se non l’amore, la forza all’origine che ci spinge ad occuparci dei bambini e dei ragazzi in ospedale? E’ amore per queste giovani vite in momentanea difficoltà. L’amore porta attenzione, ascolto e voglia di dare una mano. L’amore è voglia di esserci. E’ passione per le cose fatte bene, per le cose semplici che portano il sorriso anche in ospedale.

 

13 FEBBRAIO – VOLONTARIATO
La forza vera e genuina che sorregge il servizio ABIO, è il volontario. Siamo 90 persone a Bergamo, 5000 in tutta Italia, che abbiamo deciso di stare accanto ai bambini e ai ragazzi ricoverati. Il volontariato non è l’attività del tempo libero, ma un preciso impegno che viene preso per garantire la stabilità e la qualità del servizio. Attraverso la formazione, il volontario passa dal “fare” volontariato ad “essere” volontario, per donare con consapevolezza e competenza la cosa più preziosa: il tempo.

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13 MARZO – SOBRIETA’
Cosa definisce lo stile ABIO? E’ l’insieme dei valori che guidano il nostro servizio. Uno di questi è la sobrietà. La misura. Significa sapersi muovere in un ambiente particolare, saper affrontare situazioni delicate, esercitare l’umiltà nell’approccio. Sobrietà significa sorridere sempre; a volte anche ridere, ma sapendo quando fermarsi. E’ la misura dei gesti, della voce, del tempo. E’ la gestione del rumore, e ancora di più dei silenzi. E’ l’equilibrio che definisce la presenza, senza cadere nell’invadenza. E’ dare tanto, ma mai troppo.

 

13 APRILE – FORMAZIONE
Quale è la differenza fra naturale e umana compassione e l’essere volontario? La formazione.
Nel nostro lavoro, dire “poverino” non serve a nulla: giudica, presume, e a volte porta a dannosi pietismi. Avere un moto benevolo verso chi ha bisogno del nostro intervento è un buon punto di partenza, ma non è sufficiente per essere volontario, né utile per i bambini e i ragazzi di cui ci occupiamo. Quindi ecco che attraverso la formazione, l’iniziale spinta di solidarietà prende forma, viene incanalata e diretta su comportamenti e capacità corrette. Al volontario vengono forniti gli strumenti adatti per creare una corretta e utile relazione d’aiuto. Per questo ABIO non si ferma alla formazione di base prevista per ogni volontario, ma prosegue il suo cammino di miglioramento continuo e incremento della qualità del servizio offerto, con gli incontri di Formazione Permanente per tutti i volontari.

 

 

13 MAGGIO – GIOCO

Il gioco, per un volontario ABIO, è uno strumento importantissimo. E’ lo strumento che permette di “esserci” e il linguaggio attraverso il quale il volontario può arrivare a comunicare con il bambino o il ragazzo ricoverato. Attraverso la comunicazione, il volontario può attivare l’ascolto, ovvero la cosa più importante nella relazione fra bambino e volontario, uno dei valori su cui si fonda il nostro servizio in reparto. Il volontario ABIO, giorno dopo giorno, impara, scopre e sperimenta quanto quello che prima era solo un giocattolo possa diventare uno strumento di empatia ed essere determinante per alleviare le sofferenze di un bambino o di un ragazzo, e farlo sorridere anche in ospedale. Quando diventi volontario ABIO, un mazzo di carte, una bambola o dei pennarelli, non saranno mai più gli stessi di prima.

 

13 GIUGNO – ACCOGLIENZA

Fin dal primo giorno del suo ingresso in ABIO, il volontario viene formato per esprimere al meglio il valore dell’accoglienza, che va risvegliata, esercitata e aggiornata anche attraverso i corsi di formazione permanente. Ogni giorno i volontari accolgono i piccoli ospiti che arrivano in ospedale con le loro famiglie, cercando di farli sentire un po’ meno lontani da casa. L’accoglienza ha a che fare con parole antiche come gentilezza, garbo, levità. Significa svuotarsi, per non essere pieni dei propri pregiudizi e delle convinzioni personali. Accogliere significa essere consapevoli di non avere la soluzione in tasca. Significa tacere e ascoltare, perché ci si sente a casa solo là dove qualcuno ci ascolta.

 

13 LUGLIO – DEDIZIONE

Essere volontario ABIO significa avere spirito di servizio: abbiamo preso un impegno e la priorità sono i nostri piccoli ospiti in ospedale; è il nostro dovere. I diritti, invece, sono quelli dei bambini e dei ragazzi ricoverati; diritti che difendiamo e divulghiamo, all’interno del movimento ABIO, guidato da Fondazione ABIO Italia. Dedizione significa anche concretezza: le buone intenzioni sono il punto di partenza, ma perché non restino solo belle parole bisogna tradurle in azioni e progetti concreti, tangibili e misurabili. La concretezza è la costanza di dedicarsi ogni giorno al servizio di volontariato, andare stanza per stanza, nelle sale giochi e nei reparti e portare un sorriso.

 

13 AGOSTO – SORRISO

Portare un sorriso è il primo compito di un volontario ABIO. Il sorriso ha la grandiosità delle cose semplici: porta coraggio, accoglienza e presenza. E’ contagioso e distende. Il sorriso dice che vuoi ascoltare. A volte è fatica e introspezione perché non può essere finto, anche quando è difficile farlo.

Per sapere se un volontario sorride veramente non guardare la bocca, guarda gli occhi. Quando il sorriso è vero, sorridono gli occhi.

Il sorriso ha il mistero meraviglioso di un miracolo: quando lo diamo ai nostri bambini portiamo forza ed energia. E quando i bambini ce lo restituiscono, tutto torna indietro moltiplicato e infinito.

 

 

13 SETTEMBRE – EMPATIA

L’empatia è un’arte a cui il volontario ABIO è chiamato. Empatia significa entrare in contatto e sintonizzarsi con i sentimenti dei piccoli pazienti, riconoscerli, sentirli come propri. L’empatia non si accontenta delle parole, ma passa attraverso i gesti del corpo, il timbro della voce, l’espressione del volto. L’empatia non giudica, sa di non avere una soluzione se non quella della sincera connessione con il bambino. L’empatia è una scelta, difficile e vulnerabile: significa mettersi in contatto con i propri sentimenti, capire le proprie emozioni in un’intimità spesso faticosa, per poi aprirsi ai sentimenti degli altri. L’empatia non mente, vuole autenticità e verità. É un obiettivo ambizioso; l’empatia è innata e dipende dalla storia di ciascuno, ma si può coltivare, allenare e accrescere. É una scelta che il volontario ABIO decide di fare.

 

13 OTTOBRE – SORPRESA

Ogni bambino è un mondo nuovo, pieno di sorpresa. Ogni volta che incontriamo un bambino non c’è niente di scritto, non ci sono statistiche o istruzioni; ogni volta è come un foglio bianco da riempire insieme.

La sorpresa è lasciarsi stupire dai bambini e dalla loro energia; è lasciarsi prendere per mano e farsi guidare da loro; sorpresa è vedere se stessi fare cose mai fatte senza pensarci troppo; è stupire un bambino, asciugando una lacrima con il gioco e lasciarlo con un sorriso.

I volontari ABIO in fondo, sono dei cultori di meraviglia: ogni giorno cerchiamo questa sorpresa con attenzione, preparandoci e aprendoci ai piccoli; così ogni sorpresa, nella bellezza del contatto con i bambini, diventa meraviglia.

 

13 NOVEMBRE – PRESENZA

Essere presenti significa donare il proprio tempo, prendersi cura, stare insieme. I volontari ABIO portano una presenza discreta, famigliare, talvolta silenziosa. E’ la presenza di chi non può portare soluzioni, di chi deve fare i conti con il senso di impotenza. Ma è in quel tipo di presenza che si possono coltivare empatia e ascolto, per tentare di portare un po’ di sollievo e un sorriso. Per i volontari ABIO, esserci vuol dire stare accanto ai piccoli pazienti, giocare con loro per vincere dolore e noia, o anche solo parlare, o persino dare la libertà al bambino di rifiutare la compagnia. Qualunque sia la scelta, la presenza lancia un messaggio preciso: non vi lasceremo soli.

 

13 DICEMBRE – LUCE

È la luce di Santa Lucia. La luce nella “notte più lunga che ci sia”. La luce negli occhi dei nostri bambini, nonostante il buio del ricovero. La luce che indica la direzione del nostro servizio, guida la nostra missione e illumina – a sua volta – gli occhi dei nostri volontari.

Auguri ABIO Bergamo, 20 anni a fianco dei nostri eroi.